La comunicazione negli edifici pubblici

Decreto Ministeriale – Ministero dei Lavori Pubblici 14 giugno 1989, n. 236
“Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche.”

4.3 Segnaletica

Nelle unità immobiliari e negli spazi esterni accessibili devono essere istallati, in posizioni tali da essere agevolmente visibili, cartelli di indicazione che facilitino l’orientamento e la fruizione degli spazi costruiti e che forniscano una adeguata informazione sull’esistenza degli accorgimenti previsti per l’accessibilità di persone ad impedite o ridotte capacità motorie; in tale caso i cartelli indicatori devono riportare anche il simbolo internazionale di accessibilità di cui all’art. 2 del DPR 27 aprile 1978 n. 384.

I numeri civici, le targhe e i contrassegni di altro tipo devono essere facilmente leggibili.

Negli edifici aperti al pubblico deve essere predisposta una adeguata segnaletica che indichi le attività principali ivi svolte ed i percorsi necessari per raggiungerle.

Per i non vedenti è opportuno predisporre apparecchi fonici per dette indicazioni, ovvero tabelle integrative con scritte in Braille.

Per facilitarne l’orientamento è necessario prevedere punti di riferimento ben riconoscibili in quantità sufficiente ed in posizione adeguata.

In generale, ogni situazione di pericolo dev’essere resa immediatamente avvertibile anche tramite accorgimenti e mezzi riferibili sia alle percezioni acustiche che a quelle visive.

***

Il tema della segnaletica è complesso in quanto abbraccia diversi campi di azione e riflessione.  La nostra sperimentazione intende verificare quanto una modifica “semplice” dell’ambiente lo renda effettivamente inclusivo. Alcune esperienze in strutture legate all’ambito sanitario viste con “occhi speciali” ci hanno fatto pensare di partire in scuole pubbliche e ambulatori ASL di neuropsichiatria infantile frequentati da una larga utenza.

Spesso le persone con disabilità, soprattutto bambini, sono condotti in questi luoghi senza avere dei riferimenti chiari di come muoversi e comportarsi al loro interno. silenzioSe io entro in biblioteca e leggo il cartello “non disturbare”, so che devo abbassare la voce. Se vado dal medico dove leggo “sala d’attesa”, posso andare a sedermi e sono preparato… all’attesa.sala attesa
Per chi parla e/o comprende un’altra lingua (per provenienza geografica o per caratteristica propria), il segnale visivo può avere la stessa efficacia: condurre, orientare, preparare. Certo qualcuno potrebbe obiettare che in un luogo di servizio pubblico andrebbe utilizzata una codifica generale approvata in tutto il Paese ma, nell’attesa che qualcuno si ponga seriamente il problema, noi puntiamo sull’effetto “contagio”: dalla scuola alla ASL, ai luoghi di socializzazione del quartiere.

Un’azione “dal basso” che, dando risposta alle necessità comunicative dei singoli, da un lato offre supporto ai tanti di cui nessuno si occupa, dall’altro realizza esempi concreti di comunicazione inclusiva.

Elisabetta Brancaccio

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3 Pensieri su &Idquo;La comunicazione negli edifici pubblici

  1. Ciao sono Cristina, sono un’educatrice professionale e lavoro in un reparto alzheimer. Trovo molto interessante il vostro progetto sulla segnaletica, ritengo infatti che sia estremamente utile avere dei segnali visivi che possono orientare e facilitare la comprensione per persone con disabilità o semplicemente per persone straniere.
    Le vostre riflessioni sulla segnaletica mi ha fatto pensare a come potrei rendere più accessibili e comprensibili gli spazi del reparto e della struttura per i pazienti affetti da demenze.
    Adesso cercò di capire come posso realizzare le idee che mi avete fatto venire in mente e poi vi aggiorno…
    Grazie per gli spunti e per la vostra bella iniziativa… Speriamo che presto tutti i luoghi e le persone vengano contagiati da progetti come questo.

    Cristina

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