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Pittogrammi ARASAAC: appunti sull’uso delle preposizioni proprie (PER)

PER

In italiano utilizziamo questa preposizione per esprimere indifferentemente un obiettivo (“Sono venuto per parlare con te”) o una causa (“Lo arrestarono per aver rubato una macchina”).

In spagnolo questo non è possibile. Quando il “per” esprime un obbiettivo si traduce con il para, quando esprime una causa, una cosa avvenuta a causa di un’altra cosa, allora si utilizza il por. [fonte]

Di conseguenza, nella collezione ARASAAC esistono simboli diversi con cui tradurre questa preposizione.

Quando il PER introduce lo scopo per cui si effettua un’azione, quando si indica la destinazione che hanno delle cose (in maniera meno figurata del complemento di fine o scopo) o quando indichiamo la meta di un nostro spostamento, si può utilizzare il simbolo corrispondente al para spagnolo

Esempi:

Studiare per imparare - L'acqua è per te - Partire per la Spagna

Quando il PER indica il mezzo, la causa, denota passaggio attraverso un luogo, indica il tempo che passa, il prezzo o la quantità, il cambio o la permuta di qualcosa o si vuole indicare “favore, vantaggio, difesa”, si può utilizzare il simbolo corrispondente al por spagnolo (sull’argomento, leggi anche quanto scritto a proposito della preposizione DA)

por

Esempi:

Avvertire per lettera - Sudare per il sole - Passeggiare per la città

Correre per un'ora

Comprare un libro per un euro -  Dare un giocattolo per un libro - Votare per lui

 

 

Pittogrammi ARASAAC: appunti sull’uso delle preposizioni proprie (CON-SU-TRA-FRA)

CON

con
Esempi:

Vieni con me - Spingere con forza - Orientarsi con la bussola


SU

su

Esempi:

La città sta sul monte - Il bicchiere sta sul tavolo - Ha scritto un libro sugli animali


TRA/FRA

Le preposizioni semplici tra e fra possono essere considerate del tutto identiche per significato e funzioni… Tuttavia, sia nello scritto, sia nell’orale si può scegliere tra l’una e l’altra per evitare sgradevoli accumulazioni di suoni, come in fra fratelli e in tra treni [fonte]

tra-fra

 

Esempi:

Il quadro sta tra la porta e la finestra - Arrivo tra poco

 

Pittogrammi ARASAAC: appunti sull’uso delle preposizioni proprie (IN)

IN

In italiano e in spagnolo, la preposizione ha un uso sostanzialmente analogo (cfr. esempio n.1), introducendo diversi complementi indiretti tra cui lo “stato in luogo” (“Troverai Marco in stazione) e il “moto a luogo” (“Torniamo in Italia”). Nella nostra lingua, tali complementi possono essere introdotti (a secondo dei casi) anche dalla preposizione A mentre, in spagnolo, il moto a luogo deve essere reso con A e lo stato in luogo con EN (IN), tranne quando questo complemento indica “un’entrata” (e quindi si utilizzano verbi come entrare, introdurre, penetrare, ecc.):

se A indica movimento e azione, EN è il suo esatto opposto. [fonte]

Dal punto di vista della traduzione in simboli, mantenere la distinzione grafica dei due complementi (cfr. quanto scritto sul simbolo della preposizione A e gli esempi n.2) avvantaggia indubbiamente la comprensione del legame esistente tra gli elementi della frase da questa connessi.

in

Esempio n.1:

viaggiare in auto - raccogliere frutta in estate - oggetto in metallo

Esempio n.2:

Entrare in casa - Stare in casa - Andare in SpagnaMaria Grazia Fiore

Pittogrammi ARASAAC: appunti sull’uso delle preposizioni proprie (DA)

DA

Questa preposizione ha principalmente un significato di movimento a partire da un punto reale o immaginario. Quando indica un punto di partenza, spaziale o temporale, va tradotta con questo simbolo, corrispondente al desde spagnolo

da

 

 

 

 

Esempi:

scendere dalla cima

da oggi mangerò meno

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Pittogrammi ARASAAC: appunti sull’uso delle preposizioni proprie (DI – A)

La grammatica tradizionale suddivide le preposizioni in tre gruppi: preposizioni proprie; preposizioni improprie; locuzioni preposizionali.

Le preposizioni sono parti del discorso invariabili, che hanno la funzione di mettere in relazione un costituente della frase con altri costituenti della stessa frase (metti il libro sul tavolo; la macchina sta dietro all’angolo; va di male in peggio; nevica di brutto; è arrivato in cima alla torre) o una frase con un’altra frase (studia per migliorare il voto; è bello da morire). Le preposizioni si suddividono comunemente in preposizioni proprie (quali a, da, in, con), preposizioni improprie (quali davanti, vicino, dopo, mediante) e locuzioni preposizionali (quali in fondo a, per via di, a causa di) […]

La preposizione svolge dunque una funzione di estrema importanza nella costruzione della frase. Solo il soggetto, il complemento oggetto (salvo il caso dell’accusativo preposizionale…), i predicati nominali… e alcuni avverbiali (spesso temporali, quali oggi, la settimana prossima, ogni sera) possono essere introdotti senza preposizione; tutti gli altri costituenti di frase, per legarsi, ne richiedono una. [fonte]

Anche nella traduzione in simboli, l’esplicitazione delle preposizioni riveste estrema importanza per la rappresentazione “visiva” del legame esistente tra le parti di una stessa frase e, di conseguenza, per la maggiore comprensione della stessa.

Per questo motivo riteniamo utile soffermarci sull’accurata distinzione fatta in ARASAAC tra i simboli delle preposizioni proprie (non articolate), che riflettono le caratteristiche distinzioni della lingua spagnola risultando un utile riferimento anche per la traduzione in italiano. Continua a leggere

Pittogrammi ARASAAC: appunti sull’uso degli articoli indeterminativi

Nella nostra proposta di integrazione, abbiamo utilizzato il simbolo degli articoli indeterminativi spagnoli uno/unos per ricavare il femminile plurale che, in italiano, non esiste.

Simboli ARASAAC per gli articoli determinativi e indeterminativi

Simboli ARASAAC per gli articoli determinativi e indeterminativi

Nuovi simboli per gli articoli di genere femminile

Nuovi simboli per gli articoli di genere femminile

L’utilizzo di tali simboli deve però tenere conto di quello che, in italiano, viene fatto delle forme articolate della preposizione “di”,

usate anche con valore di articolo partitivo, per indicare una parte, una quantità indeterminata di qualcosa… [fonte]

In italiano (come in spagnolo)

l’articolo indeterminativo si usa per introdurre nel discorso qualcuno o qualcosa di nuovo, di cui non si è parlato in precedenza, o per nominare qualcuno o qualcosa in modo generico, indefinito.

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