Quaderno per lavorare sul lessico relativo agli antonimi, opposti o contrari. Il materiale è costituito da coppie di opposti, con fotografie che rimandano ad aggettivi, avverbi o azioni frequenti nella vita di tutti i giorni.
Fonte: soyvisual.orgVersione originale in spagnoloVersione tradotta in italiano
Materiale ludico per imparare a identificare, comprendere e lavorare su emozioni e sentimenti. Il materiale combina rappresentazioni di #Soyvisual e Arasaac per lavorare sulla transizione tra realtà, fotografia e pittogramma.
Utilizzando immagini di riferimento e due coppie di cubi che contengono persone ed emozioni su ciascuna delle loro facce, dovremo mettere in relazione i soggetti e l’emozione che provano nella scena rappresentata nell’immagine.
Possiamo usare i cubi separatamente o combinando le rappresentazioni di #Soyvisual e Arasaac per aumentare il livello di difficoltà. Inoltre, possiamo usarlo in modo giocoso, facendo lanciare all’utente i cubi e costruire la frase con il soggetto e l’emozione che sono emersi casualmente.
Sul sito sono disponibili due versioni, che sono state tradotte in italiano per chi volesse utilizzarle.
Una delle domande arrivate ultimamente a questo blog, riguarda la rappresentazione di comparativi, superlativi, diminutivi e accrescitivi con i simboli ARASAAC.
Tre premesse importanti:
non esiste alcuna indicazione “tassativa” in CAA, dato che il destinatario ultimo del messaggio è la specifica persona;
i suggerimenti proposti derivano da una impostazione costruita in anni di studio e di pratica, che vede nella semplificazione del testo verbale secondo criteri di scrittura controllata, il primo passaggio per la creazione della sua versione in simboli;
spesso ci si trova ad avere bisogno di simboli nuovi, che però vanno creati in maniera coerente allo stile del sistema simbolico utilizzato nonché poi “testati” con i lettori con Bisogni Comunicativi Complessi.
Per quanto riguarda i tre gradi del comparativo, occorre tenere presente che il comparativo di minoranza andrebbe evitato se non si è sicuri che il lettore sia in grado di effettuare il paragone mentale tra i due termini, trasformandolo piuttosto in un comparativo di maggioranza attraverso l’inversione dei termini. Così come il complemento d’agente (“Io vengo pettinata da mamma”), il comparativo di minoranza richiede di “invertire” mentalmente i termini rispetto all’ordine di presentazione degli stessi.
Trasformazione di un comparativo di minoranza in uno di maggioranza
Nel comparativo di uguaglianza si può usare il simbolo del “come” (che, personalmente, uso anche per tradurre espressioni come “tanto… quanto”, “sia… sia…”) o uno dei simboli “uguale”, preferendo quello che viene usato abitualmente (se possibile).
Esempi di comparativo di uguaglianza
Quando la comparazione non è tra due nomi ma tra due aggettivi, in italiano la frase viene resa utilizzando un “che” (“Il fiore è più bello che profumato”). Niente impedisce di farlo ma, se lo rendessimo in questa maniera, renderemmo la frase più ambigua da comprendere nella versione in simboli e quindi consiglio di espandere la frase, esplicitandone i termini.
Comparazione tra aggettivi
Per quanto riguarda i superlativi, in ARASAAC, li ho visti resi talvolta con l’aggiunta di un punto esclamativo anche se, seguendo sempre i principi della scrittura controllata, consiglio di renderli anteponendo il “molto” all’aggettivo o ripetendolo due volte (“Il quadro è molto bello!” o “Il quadro è bello bello!), come del resto previsto in italiano. Quest’ultima opzione è quella con cui si possono rendere anche diminutivi e accrescitivi.
Superlativi resi con l’aggiunta del punto esclamativo
Da oltre un anno, ormai, volontari di tutto il mondo stanno traducendo il sito ARASAAC in ben 27 lingue.
A oggi, la versione italiana è completa per quanto riguarda sito web, pannello di amministrazione e categorie per la ricerca (curati da me) e siamo arrivate al 71% di traduzione e validazione degli oltre 10.000 simboli della collezione (lavoro portato avanti principalmente da Nicoletta Wojciechowski): possiamo dire di essere vicine al traguardo, considerata la mole notevole di quanto già fatto!
Uno dei lavori appena completati (ma non terminati in quanto necessiterà di ulteriori revisioni e controlli) è quello sulle categorie, che permettono di affinare la ricerca su un determinato simbolo e che sono state tradotte doppiamente, sia per il pannello di amministrazione sia per il sito, richiedendo un’attenzione e un impegno di tutto rispetto.
Poiché quelli del pannello di amministrazione li ho tradotti “alla cieca”, senza cioè già avere l’albero delle categorie, procederò a un ulteriore controllo delle traduzioni e della coerenza delle stesse in base alle parole chiave della ricerca. Ho però voluto accelerare, tenendo conto che la versione italiana sta avendo grande diffusione e che un’adeguata categorizzazione permette di facilitare e rendere più veloce e precisa la ricerca.
Ho quindi realizzato un piccolo video per mostrare come si utilizzano le categorie per cercare uno specifico pittogramma.
Spero che vi sia utile, invitandovi a segnalare nei commenti eventuali miglioramenti possibili.
Tra le domande che più frequentemente arrivano a questo blog, c’è quella relativa agli strumenti per “tradurre” un testo in simboli.
La risposta al quesito richiede qualche precisazione prima di parlare di strumenti, dato che avere una penna non implica automaticamente il fatto di saperla usare per scrivere (giusto per rimanere nella metafora della letto-scrittura).
In primo luogo, occorre acquisire la consapevolezza che si sta effettuando il trasferimento di un insieme di significati da un codice all’altro (verbale -> iconico), a differenza di quello che succede quando di traduce un testo in una lingua diversa, in cui si rimane nell’alveo del codice verbale. Non può esistere nessun simbolo univocamente associato a una sola parola. Anche i cosiddetti simboli “trasparenti” (quelli cioè che possono essere adeguatamente interpretati da persone che non parlano la stessa lingua) possono essere associati a sinonimi diversi.
Il simbolo di “bere” è un simbolo trasparente perché tutti possono riconoscere l’azione raffigurata ma la sua etichetta verbale può essere rappresentata da uno dei sinonimi del verbo come dissetarsi, sorbire, sorseggiare, ecc.
Altra criticità da affrontare è quella di semplificare e riorganizzare il testo verbale prima di crearne una versione in simboli, in maniera tale da alleggerirlo di tutte quelle complessità (pronomi, tempi complessi, periodi troppo lunghi, lessico specialistico, metafore e così via) di cui noi parlanti non siamo sempre consapevoli. Un buon suggerimento è quello di rifarsi ai criteri di scrittura controllata che potete visualizzare in questa mappa online.
Ultimo suggerimento (ma non per importanza) è quello di decidere come aggregare/separare gli elementi della frase, in maniera da mantenere questa scelta in tutto il testo. La frase “Il ragazzo culla il bambino” può, per esempio, essere resa con uno, tre o cinque simboli, come si può vedere nell’immagine sottostante.
Versioni in simboli della frase resa con un unico pittogramma (olofrase), con tre pittogrammi (divisione per sintagmi) e con cinque pittogrammi (tanti quanti sono tutti gli elementi che compongono la frase).
Una volta fatta questa introduzione, vado a segnalarvi uno dei software che potete utilizzare per i vostri testi in CAA, che appartiene al progetto ARASAAC (come i simboli che ho utilizzato).
Il software in questione è AraWord, liberamente scaricabile, i cui tutorial potete trovare nella sezione dedicata di Aula abierta. Il sito è in spagnolo ma, utilizzando Google Translate, avrete una traduzione in italiano più che accettabile.
Per quanto riguarda i video, basta che voi attiviate i sottotitoli in italiano, come mostrato dalle immagini sotto.
Clicca su Impostazioni (la rotella evidenziata) e poi su Sottotitoli
Un promemoria per l’uscita e il rientro in casa per proteggere se stessi e i propri cari dal coronavirus Covid19, realizzato con i simboli Arasaac della Comunicazione Aumentativa e Alternativa. Il messaggio è rivolto principalmente agli adulti: stampate il documento e appendetelo al frigorifero 🙂
Per la creazione di tabelle di comunicazione, storie sociali e quanto altro può essere utile per comunicare e informare in questo periodo di emergenza, sul portale ARASAAC [cliccare qui] sono stati messi a disposizione i nuovi simboli creati appositamente.
La collezione dei simboli ARASAAC è molto nutrita e, grazie anche al set di software liberamente utilizzabili (primo fra tutti ARAWORD), sta riscontrando una veloce diffusione sul territorio italiano, pur se a macchia di leopardo e in maniera non sempre rispettosa delle condizioni della licenza.
Probabilmente disabituati a gestire risorse online liberamente fruibili, accade spesso di incappare in materiale italiano online, prodotto con questi simboli, ma senza i doverosi riferimenti agli autori degli stessi. Questo non rappresenta semplicemente una “scorrettezza” ma impedisce l’arricchimento del portale con prodotti di lingua italiana, con simboli “culturalmente” adattati nonché di integrare la community internazionale con un nucleo di collaboratori che contribuiscano alla localizzazione di questo sistema simbolico nella nostra lingua.
Per localizzazione, intendiamo non solo un adattamento alle caratteristiche linguistiche dell’italiano ma anche a quelle culturali del nostro Paese.
Se, per esempio, cerchiamo il simbolo della parola bar, sul portale troveremo questo:
Se utilizziamo questo simbolo per un bambino italiano (a maggior ragione se con Bisogni Comunicativi Complessi), la rappresentazione grafica sarà un po’ deviante rispetto alla sua esperienza. In Italia il bar è più facilmente associato all’idea di “gelato” (soprattutto per i bambini) ed è per questo che L’officina di Jacopo ha “localizzato” il simbolo nella seguente maniera:
Altri simboli che rispecchiano caratteristiche della lingua spagnola sono, per esempio, i simboli che contengono punti esclamativi e interrogativi e i plurali.
Nel primo caso, considerato che in italiano i punti interrogativi ed esclamativi si mettono solo alla fine della frase, consigliamo l’eliminazione del primo punto interrogativo/esclamativo; nel secondo, suggeriamo l’eliminazione dellaS accanto al+, in quanto è legata alla formazione del plurale in spagnolo, coerentemente anche a quanto definito sul portale di Soyvisual.